Wladimiro Tulli. Lirismi alchemici
Tulli sempre in evoluzione e sempre futurista
di Rossana Bossaglia
Le battaglie in difesa e a favore del Futurismo sono ormai tutte vinte. Da più di vent'anni il movimento che è insieme un'idea generale sulla funzione dell'arte e un orientamento stilistico è riconosciuto nel suo significato storico e studiato nelle sue varie articolazioni. Ma appunto per la ricchezza di motivi e di ragioni, e per la disseminata fioritura di gruppi e personalità specifiche, esso non smette mai di suscitare considerazioni diverse e stimolare approfondimenti. E una delle domande che vengono spontanee è, a proposito degli artisti di radice futurista ancor oggi attivi, se quella matrice rimanga indelebile, o se si è trattato di un'esperienza giovanile poi superata, anche se formativa.
Va da sé che essere entrati nell'orbita futurista testimoniava, agli esordi del movimento, l'ansia di un giovane artista di andare oltre le regole; ma la caratteristica del loro operare nello svolgersi del tempo non è tanto quella di trasformare in un linguaggio stabile e definito le formule e i modi acquisiti o sperimentati agli esordi; bensì quella di una continua curiosità esplorativa, specie nella direzione sinestetica; una delle grandi originalità del Futurismo, com'è noto, è stata da subito quella di sottolineare rapporti, scambi, similitudini e così via tra una manifestazione artistica e l'altra; un allargamento d'orizzonte che in quanto tale è tuttora foriero di sviluppi.
Veniamo a Wladimiro Tulli; del quale quest'ampia e coinvolgente mostra documenta periodi e orientamenti diversi. Essa divide l'operato dell'artista non tanto in successione cronologica, quanto in sezioni tematiche; per dimostrare, in primis, che lo stimolo dominante nell'opera di Tulli è il tema del viaggio: il viaggio significa andare, sperimentare, superare, scorrere e, appunto, l'idea del ritmo è un'idea musicale, il segno grafico o pittorico si svolge come su un pentagramma. La mostra ne sottolinea nel medesimo tempo l'aspirazione visionaria, il guardare nello spazio come per indagarne gli aspetti evolutivi: quando sorse l'aeropittura, essa intendeva identificare la tensione fantastica dell'artista nelle grandi novità tecnologiche; non mai una fantasia svaporata, fine a se stessa, ma sempre tesa a cogliere gli aspetti positivi dell'evoluzione del pensiero. Tulli ha fatto sua la sostanziale convinzione del Futurismo, che non esista stacco tra arte e scienza.
La mostra dunque segue questi percorsi insieme esplorativi e propositivi; i temi conduttori sono sempre temi dinamici, le suggestioni sono sempre in movimento, talora anche in forma gradevolmente ironica o comunque spiritosa: giacché non manca in Tulli, a fianco del desiderio creativo proprio della tensione artistica, l'arguzia di coglierne gli aspetti illusivi, e di confrontare piccole e semplici esperienze di vita con trasfigurazioni poetiche.
Tutto questo sul piano dell'indagine volta a sottolineare la fisionomia specifica dell'artista si sviluppa e approfondisce nel confronto tra opere giovanili e opere recentissime; così che si possa cogliere una stretta connessione di tematiche ancorché allargate e arricchite nello svolgersi del tempo e un evolversi dello stile.
Le suggestioni fondamentali, nel giovane Tulli, erano state quelle esercitate su di lui da Prampolini grandissimo maestro del Futurismo come spinta evolutiva e anche da Licini, dalle sue Amalasunte. Presto si orienta dunque verso l'Astrattismo e su questa scelta agisce soprattutto il modello di Kandinsky, che resterà il grande punto di riferimento sul suo orizzonte (ancora nel 1981 Tulli intitola un suo dipinto In giro per l'Italia se ne va Kandinsky). Ciò che affascina in particolare nell'opera di Tulli, nella sua ripresa, a distanza di anni, di tematiche affini, è la coerenza e insieme l'evoluzione del linguaggio: l'Astrattismo resta la sua linea espressiva fondamentale, ma via via egli passa da formule geometriche comunque sempre slittanti a formule più sciolte, a vibrazioni del segno in ritmi morbidi, con padronanza dell'insieme compositivo dovuta anche alla sua esperienza di scultore e, specie in opere recenti, con l'impiego di procedimenti variati.
Nella prima sezione della presente mostra è forte il confronto tra gli oli giovanili e i materiali diversi (anche bottoni sulla tela di refe) usati poi; e sempre più l'artista si compiace di usare disparati oggetti applicati sopra supporti tra i meno convenzionali (materassi). Si potrebbe identificare, in questa formula, una matrice concettuale, sul tipo dell'arte povera; e non si esclude che Tulli tenga presenti quei modelli; ma la sua caratteristica non è mai quella di proporre l'arte come libera da ogni edonismo estetico; al contrario, egli poeticamente trasforma in seduzione formale tutto quello che tocca. E queste osservazioni valgono anche per gli oggetti di tipo scultoreo: per esempio, le composizioni in ferro colorato eseguite in anni recenti; come capita agli artisti estrosi, più la materia parrebbe dura e violenta, più nelle sue mani si fa dolce e luminosa.




